venerdì, 17 settembre 2004, ore 21:23

Ecco la mia storia. Ed il vecchio iniziò a raccontare.

Nella mia breve vita, dico breve perché mi è capitato di tutto e molte volte quando ti accadono tante cose non riesci a renderti conto che gli anni passano…

Ogni avvenimento è interiorizzato e l’ho vissuto così intensamente che non potrò dimenticarlo…

Come non potrò mai dimenticare la breve storia che sto per raccontare. Ero giovane. Allora non avevo né patria, né dei, né famiglia. Vivevo libero come un gabbiano. Non c’era bisogno di avere legami. Per me chi aveva legami era incatenato ed io odiavo le catene. Nel mio girovagare per i paesi conoscevo tante persone e riuscivo sempre a vivere un altro giorno. Quello mi era sufficiente.

Ebbene, ragazzi miei, incontrai una persona che mi fece cambiare completamente idea. Era un uomo, giovane, con forse qualche anno in più di me ma era come se avesse vissuto molto più di me. Eppure a quanto sosteneva lui era sempre rimasto nel suo paese. Era già sposato. Aveva tutte le catene che io odiavo. Ma come poteva essere così felice, così sicuro, così aggrappato alle sue credenze?

Avevamo modi differenti in tutto. Un giorno però, non so perché, ci mettemmo a parlare. Ad un tratto notai quanto mi somigliasse. Incredibile. Perché avevamo modi differenti di vedere la vita? Lui mi guardò e sorrise. Credi proprio di essere tanto diverso? Anche tu hai le tue catene. Sei incatenato alla tua libertà, al tuo costante girovagare non rendendoti conto che non sono altro che catene. Si può essere molto più liberi affezionandosi ad una persona, amandola, amando il proprio paese, le proprie radici. Inebetito scuotevo la testa. Come poteva dire cose del genere! Cercai di controbattere ma lui riuscì a persuadermi. Con tono di sfida mi chiese di cambiare le mie abitudini, la mia vita. Iniziare tutto in un paese che non conoscevo. Potevo vagabondare o potevo trovare lavoro. Non importava. Dovevo provare a me stesso che ero libero di spezzare le catene che mi incatenavano alla mia libertà. Accettai la scommessa. Trovai qualcosa da fare. Per la prima volta sperimentai cosa vuol dire imparare un lavoro. Mi appassionai. E il bello era che ero sempre più soddisfatto di quello che facevo, di ciò che imparavo. Sapevo che anche quelle erano catene. Ma erano diverse dalle prime. Le prime erano dovute all’insoddisfazione continua. Un continuo stato di smarrimento che non riuscivo a scacciare dalla mia mente. Ora invece queste catene erano costituite da passione, soddisfazione.. dopotutto non erano catene perché mi piaceva fare quelle cose, mi piaceva quel lavoro.

Per la prima volta assaporavo veramente il vero significato di libertà. E quando giunse il momento di andare avevo imparato la lezione. Non era importante quanto si era girovagato ma cosa si era appreso. Cose che ti potevano arricchire, che facevano aumentare la tua soddisfazione e la fiducia nelle tue capacità.

Così ragazzi, ricordate quest’altra lezione. Non allontanatevi per paura di rimanere incatenati. Le catene a volte sono molto più istruttive di un girovagare senza meta, senza prospettive future con il senso di vuoto che nessuno può colmare tranne noi stessi.

erato79
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mercoledì, 15 settembre 2004, ore 12:27

“Eccomi a voi, miei amici, che aspettate un mio cenno, un mio racconto o frase o sogno. Tutto quello che si cela in me tra un po’ si manifesterà nel suo splendore e nella sua oscurità. Datemi solo un po’ di tempo per raccogliere i miei pensieri e poter iniziare il viaggio all’interno dell’animo umano. Animo che rispecchia le nostre gioie e i nostri dolori. Che nasconde i nostri sogni e le nostre paure. Ebbene cosa cercate voi questa sera?

Un sogno? Una frase? Un racconto?

Ogni giorno può essere un giorno di luce o di oscurità, sta a voi la scelta. Ebbene miei cari amici, scegliete sempre la luce ma non dimenticate le tenebre che si possono celare dietro un falso sorriso regalato da chi vuol invece la vostra disfatta..

Tenete ben presente che solo riconoscendo le tenebre potrete evitarle..

Che la vostra conoscenza non si prolunghi però oltre il dovuto, il vortice potrebbe risucchiarvi. Siate cauti nell’avvicinarvi. Dosate i passi e tenete presente i pericoli. Come una belva feroce le tenebre potranno sbranarvi e condannarvi all’oblio di una vita senza luce, senza gioie, una vita che voi stessi avrete consacrato al dolore..perché  vi siete avvicinati troppo..

Ma ora che vi ho parlato delle tenebre vi racconterò della luce, di tutto quello che per voi la vita riserva se saprete riconoscere

Le opportunità che si presenteranno, i luoghi e le persone adatte che vi accompagneranno in questo meraviglioso percorso di crescita interiore. Affronterete la corrente dei mari che a volte vi trasporterà dolcemente, altre vi sradicherà con violenza inaudita, con impeto a cui le vostre forze non potranno opporre resistenza. E non resistete, vi condurrà, vi svelerà i vostri sogni e li renderà reali, tangibili. E poi giungeranno i venti che con audacia vi trascineranno ancora per non farvi fermare, per farvi varcare confini mai esplorati, per aprirvi nuovi orizzonti sia fisici che mentali che spirituali..

E  ancora verrà la pioggia che con fragore vi avvolgerà bagnando le vostre menti addormentate e vi rapirà dalle braccia di Morfeo che vi cullava nel mondo dell’oblio. E svegli potrete assaporare l’odore della pioggia e gustare le fredde gocce che vi inumidiranno le labbra. E ancora dalle nubi si aprirà un varco da cui splenderanno i raggi del sole, lo stesso sole vi brucerà la pelle e voi arsi da una sete insaziabile cercherete l’acqua. Ma non fuggirete dalla luce perché essa vi porterà la vita, e ancora vita e vita ancora. Sarete impregnati dall’essenza stessa della vita che vi avvolgerà, vi trascinerà, vi scuoterà sin in fondo a voi stessi, dentro la vostra anima, ve la sconquasserà e quando di voi non saranno rimasti altri che miseri brandelli, vi ricoprirà di finissime stoffe i cui colori brilleranno. Non avrete mai visto dei colori così brillanti. Forse sono stati tessuti dagli stessi raggi del sole che hanno impregnato anche tutto il loro calore e la loro luminosità.

erato79
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mercoledì, 15 settembre 2004, ore 01:49

ti vorrei amare con la leggerezza che contraddistingue una giornata primaverile,

e ancora con la stessa passionalità dei colori autunnali che colorano il paesaggio di colori audaci e decisi,

vorrei amarti senza pensare al futuro, senza porre vincoli dettati da un passato che ha lasciato paure e fragilità

vorrei amarti col cuore pieno di fantasia e dolcezza.. di fiori colorati e profumi sensuali..

e soprattutto vorrei amarti serenamente..

erato79
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lunedì, 13 settembre 2004, ore 13:13

gli esami non finiscono mai...nella vita ci sono una serie di circonstanze e di avvenimenti che ci fanno imparare qualcosa di cui prima non tenevamo in conto.. un modo di pensare, di essere, di comportarsi e di percepire l'altro.. è nel momento in cui acquisiamo la dimensione dell'altro, dell'alterità che percepiamo noi stessi e abbiamo la coscienza della nostra vita e del nostro comportamento.. alle volte diventa difficile perchè non si è abituati a gestire una situazione o ci sfuggono dei segnali importanti.. però l'importante è continuare a provare.. alle volte solo cadendo possiamo rialzarci e continuare per la nostra strada, la strada della vita nel mondo delle realzioni con gli altri..

erato79
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venerdì, 10 settembre 2004, ore 12:27

è difficile capire la verità, comprenderla. bisognerebbe staccare le spina dei nostri pensieri e ascoltare le parole dell'altro e i suoi sentimenti.. ma se continuamo a tenere i nostri pensieri, tutto quello che l'altro ci dirà potrà ogni volta ferirci.. e le parole, proprio quando più servono sono le più difficili da dire, e ci si fraintende ancora uan volta. è come se si innescasse un processo a catena.. come fermarlo? ognuno ha un suo modo di fermare questa cosa eppure anche in questo si può ferire l'altro.staccare la spina dai pensieri. staccarla e basta.
erato79
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mercoledì, 08 settembre 2004, ore 11:23

trincerarsi dietro mezze verità.. sempre mezze rimarranno.. e il resto perchè non dirlo? perchè tacere? e si accumula un senso di vuoto e di impotenza davanti a qualcosa che non si riesce a scalfire. muro contro cui si frantuma la voglia di comprendere, di capire, di giungere a un livello più alto e più sublime. per qunato uan verità possa ferire è preferibile dirla, sempre. è nella persona decidere come dirla. alcuni preferiranno la dolcezza, altri saranno più diretti. ma il silenzio rimane un punto interrogativo, un qualcosa di inespresso che fa aprire un varco che successivamente è difficile da riempire, da gestire. ancor di più se alle domande in sospeso si fa finta di nulla.. come se non fosse mai sorta alcuna domanda, come se quello che si è chiesto non meriti risposta. indifferenza totale che ferisce.
erato79
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domenica, 05 settembre 2004, ore 21:02

Saluto una persona che amava la vita e che viveva amando coloro che la circondavano, un’amica che non ho saputo comprendere. La saluto dedicandole un post che le piacque particolarmente, il suo commento fu

Erato il tuo racconto di oggi è stupendo,mi ha colpita direttamente.Hai perfettamente ragione, la sincerità, l'avere il coraggio di aprirsi, e il non temere nulla sono i sistemi migliori per affrontare la vita, e per aprire il proprio cuore all'amore. e poi se il sentimento è ricambiato tutto diviene stupendo, ma se non lo è si rimane con l'animo sereno per avere tentato.”

 

Questa volta è tutto per te, cara Sultana.

 

"La notte scorsa il Cuore e la Vita si sono incontrati. La Vita, vedendo il Cuore un po’ triste gli si è avvicinata e l’ha preso in braccio ementre lo cullava gli ha chiesto il motivo di ciò che lo addolorava…

V – Cuore, cosa c’è che ti rattrista così tanto?

C – il fatto di aver perso tutto.

V – dai, tutto è una parola tanto grande, non ti basto io, la Vita?

C – ma cos’è la vita senza i sentimenti, senza la gioia, senza l’amore?

V – oh Cuore… non essere triste, quei sentimenti arrivano per tutti. Non ti affannare a cercare qualcosa. Non tutti sono pronti ad amare. Non tutti vogliono innamorarsi, rifuggono questi sentimenti perché hanno paura.

C – anch’io ho paura. Paura di aver perso tutto.

V – perché dovresti aver perso tutto? Non aver paura. La paura frena i sentimenti frena le emozioni. La paura vela i tuoi occhi e ti impedisce di comprendere che io sono in grado di attribuire il giusto valore a tutto ciò che accade e di permetterti di essere in grado di essere forte, molto forte.

C – io non mi sento forte. Io ho paura. Avevo promesso di non innamorarmi più. Avevo deciso di chiudere ogni spiraglio per non far passare nessun sentimento che potesse farmi soffrire.

V – la sofferenza fa parte delle cose che devi apprendere. Non potrei mai darti una sofferenza che non potresti sopportare. È uno dei modi per ritemprarti. Ma la tua paura è in parte giusta. Tutti coloro che hanno amato hanno paura. Alcuni la sconfiggono ritrovando in me e in quello che lo circonda l’amore che voleva donare.. altri ci convivono finchè non si innamorano ed hanno la forza per capire che quando si ama è stupendo esternare i propri sentimenti, condividerli.

C – ma io non posso condividerli. Ho paura di aver mostrato troppo presto i miei sentimenti. Ho paura di rimanere senza la possibilità di ascoltare nuovamente la sua voce. Ho paura di aver distrutto quello che c’era fra noi. Ho paura che possa prendermi in giro. Lui non può dimostrare ciò che non prova. Non può all’improvviso innamorarsi di me solo perché gli ho esternato i miei sentimenti.

V – l’amore è un fiore che sboccia pian piano e all’inizio ha bisogno di cure, da entrambe le parti per non perire. È certo che non è immune dalle avversità, dall’incostanza del tempo. Ci vuole pazienza. Ci vuole coraggio. Chi ama ha il coraggio di mostrare ciò che prova. Di essere sincero fino a poter rovinare ciò che stava sbocciando. Ma ricorda che un fiore, per quanto bello e delicato non potrà mai sbocciare se i sentimenti non sono corrisposti. La sincerità è sempre il modo migliore di affrontare qualsiasi cosa. Se sei sincero, anche se riceverai un rifiuto, anche se ti accorgi che l’altro non ricambia, sarà felice che tu sia stato sincero fino in fondo, che tu non gli abbia nascosto nulla. Forse non s’innamorerà mai ma ti apprezzerà per la schiettezza delle tue parole. E da parte tua, essendo sincero, potrai far fronte con più vigore, con più coraggio a quello che ti si prospetterà dinanzi una volta detta la verità. E anche se soffrirai, se sarai triste, pian piano ti riprenderai.

C – sono così stanco di soffrire

V – forse hai solo bisogno di imparare qualcos’altro. Ma ricorda che non si soffre mai per sempre. E per quanto il dolore possa accompagnarti per un tratto anche lungo, ne verrai fuori, più forte e più conscio di quello che puoi donare. Un giorno starai meglio. Te lo garantisco. E poi, se non rischi come farai a conoscere se la tua tristezza è giustificata o meno?"

 

Lei ha sofferto ma ha soprattutto avuto il coraggio di andare avanti, di rischiare e di amare sempre, era innamorata della sua vita. e l’ultimo suo post ce l’ha ricordato.
erato79
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domenica, 05 settembre 2004, ore 08:36

accartocciati come foglie secche i sentimenti vagano nel buio cercando uno spiraglio di vita.. di speranza..
erato79
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giovedì, 02 settembre 2004, ore 19:37

settembre.. è un uomo sui cinquant'anni, dalle braccia robuste e arse dal sole cocente di un'estate quasi trascorsa.. dai capelli brizzolati e dal sorriso sincero.. vive la vita dando un valore molto alto al lavoro e alla famiglia..uniche fonti di preoccupazioni e di gioie.. e come ogni anno si prepara alla vendemmia, quel grande raccolto festoso che di anno in anno rinnova la gioia per un frutto che forse è l'unico che rallegra tanto una giornata di raccolto.. e con le mani dure raccoglie con delicatezza il frutto, fonte di un anno di lavoro.. scosta le foglie della vite e il tac della forbice indica che ha reciso un altro grappolo.. e con le stesse mani e le stesse braccia lavora al torchio per trasformare il frutto in mosto.. dolce dal profumo intenso e pieno di deliziose promesse..stanco all'imbrunire torna al focolare e chiacchiera vivacemente con la moglie raccontandole tutte i gesti compiuti, sempre uguali, sempre diversi.. che si rinnovano ogni anno con la stessa semplicità..
erato79
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