giovedì, 24 novembre 2005, ore 10:48

pensieri fluttuano nell'aria natalizia dove si respira già il caldo tepore di candidi pensieri d'amore.. e mille associazioni si sovrappongono tumultuose e incantevoli.. l'amore al centro dei pensieri è l'unico che ha impotanza.. un amore infinito, alimentato costantemente, come una fonte zampillante, cristallina, pura, fresca armoniosa.. più ne doniamo più ne avremo da donare..

erato79
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mercoledì, 23 novembre 2005, ore 12:20

Ghirigori s’innalzano al cielo come bolle di sapone.. leggeri e perfetti.. s’intrecciano e si sciolgono in costante armonia col firmamento.. 

erato79
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martedì, 22 novembre 2005, ore 12:37

novembre.. è un giovane che corre dietro a mille impegni.. alto, possente, rassicura con quel suo sorriso dolce e luminoso.. vorrebbe trovare le parole giuste alle volte ma non sa come fare.. e allora preferisce celare le proprie sensazioni, le proprie emozioni, il proprio vissuto dietro a un silenzio..teme un invisibile impulso che può scaraventarlo nell'oblio, teme il fantasma di un atteggiamento che si è creato e in cui crede fermamente.. teme che le parole possano essere più affilate del silenzio..e trasferisce i suoi timori fuori di sè perchè sarebbe troppo duro per il suo orgoglio pensare che possa essere diverso..e allora l'unica soluzione è andare avanti e cercare di dimenticare il passato coprendo con un velo di silenzio ciò che è stato..
erato79
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mercoledì, 09 novembre 2005, ore 09:23

brandelli di carne giacciono a terra sanguinanti..
erato79
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lunedì, 07 novembre 2005, ore 09:49

Quando ero piccola mia nonna mi raccontava sempre delle storielle. Storie che in un certo senso avevano un significato importante sul modo di comportarsi. Tra queste ve n’era una. La ricordo perfettamente…
C’era una volta un piccolo pastorello che portava le proprie pecore a pascolo su una collina. Il padrone gli raccomandava sempre di mettersi a urlare non appena vedeva il lupo, che si aggirava in quelle zone, in modo da dare l’allarme agli abitanti del villaggio che erano a valle cosicché potessero accorrere per salvare le pecore.
Il pastorello un giorno pensò di giocare uno scherzo agli abitanti del villaggio. Allora iniziò a urlare a squarciagola: il lupo, il lupo, correte, il lupo!!! Gli abitanti udendo le urla accorsero in più in fretta possibile ma giunti lì videro che era tutto in ordine e che il pastorello aveva urlato solo per burlarsi di loro. Fu sgridato e ripreso da tutti e in particolar modo dal padrone. La prossima volta era meglio se urlava in caso di reale pericolo.
Qualche tempo dopo il pastorello pensò di burlarsi nuovamente. E allora si mise a urlare: il lupo, il lupo! Si sta mangiando le pecore.
Anche questa volta i contadini accorsero ma appena giunti videro le pecore sane e salve e il pastorello che sorrideva. Lo rimproverarono ancora e tornarono al villaggio.
Un giorno il pastorello vide il lupo che si avvicinava e iniziò a urlare: il lupo, il lupo. Questa volta però gli abitanti del paese non gli cedettero e continuarono a lavorare come se nulla fosse. Il pastorello, urlava e piangeva mentre tutte le pecorelle erano divorate dal lupo. Seduto per terra piangeva e urlava. Solo un contadino accorse in quanto notò che il pastorello continuava a urlare senza smettere. Quando giunse tutte le pecorelle erano state divorate dal lupo.
Il contadino asciugò le lacrime del pastorello  e gli disse: guarda cos’è successo? Hai urlato a squarciagola quando non c’era il lupo e l’unica volta in cui avresti dovuto urlare per avvisarci nessuno di noi ti ha creduto.  

Il pastorello imparò amaramente la sua lezione.

erato79
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